Guida · 1 aprile 2026

Il nuovo imperativo per i CFO: unificare rendicontazione ESG e rendicontazione finanziaria

Guarda il webinar → Why sustainability reporting now sits with the CFO

Sezione 1

Introduzione

La rendicontazione sulla sostenibilità non è più dettata soltanto dalla necessità di soddisfare le aspettative degli stakeholder, ma si sta rivelando sempre più determinante per prendere decisioni aziendali migliori. Oggi le aziende devono orientarsi tra requisiti di informativa in continua evoluzione, aspettative in materia di assurance e un maggiore controllo da parte degli investitori. In risposta a queste esigenze, i Chief Financial Officer (CFO) sono sempre più spesso chiamati a garantire maggiore rigore, governance e responsabilità nella gestione dei dati sulla sostenibilità.

La difficoltà, in tal senso, è presto detta: spesso le informazioni sulla sostenibilità sono disperse tra sistemi, processi e team non collegati tra loro. Di conseguenza, i leader Finance svolgono un ruolo centrale nella creazione di basi dati affidabili, nel rafforzamento dei controlli e nell’integrazione del reporting sulla sostenibilità con la rendicontazione finanziaria. Per molti CFO, questo è diventato un nuovo imperativo: oggi devono considerare i dati sulla sostenibilità come un asset strategico a supporto della conformità normativa, della gestione delle performance, della mitigazione dei rischi e della creazione di valore nel lungo periodo.

Oggi più che mai, esiste un legame evidente tra il modo in cui un’azienda opera e le sue performance. Secondo il rapporto Destination Net Zero 2025 di Accenture, “Oggi, quasi nove delle dieci aziende più grandi al mondo (89%) stanno integrando gli obiettivi di decarbonizzazione nelle loro strategie di creazione di valore aziendale. Anziché limitarsi a parlare di decarbonizzazione, stanno dimostrando come la riduzione delle emissioni favorisca le performance e la crescita”. A loro volta, performance e crescita favoriscono gli investimenti, come conferma un Global Investor Survey di PwC del 2025: secondo questo sondaggio, il 78% degli investitori afferma che le metriche di sostenibilità hanno un impatto diretto positivo sull’interesse e sulla fiducia negli investimenti in una società.

Man mano che la sostenibilità diventa parte integrante della strategia aziendale, i CFO devono assicurarsi di disporre di un piano ben definito per raccogliere dati affidabili, garantire governance e controllo, e misurare l’impatto delle iniziative di sostenibilità sulle performance aziendali e sulla creazione di valore nel lungo periodo. Secondo Accenture, la maggior parte dei CFO (85%) prevede che gli obblighi di informativa ESG aumenteranno nei prossimi tre anni — eppure molti degli intervistati dichiarano che le proprie aziende non sono ancora pienamente preparate. Quasi il 50% afferma di non disporre neanche di procedure automatizzate per raccogliere i dati ESG pertinenti, e mentre i regolamenti di prossima introduzione impongono alle aziende di documentare in modo trasparente le opportunità e i rischi legati al cambiamento climatico, oltre a richiedere garanzie esterne sulle informative, solo il 22% dei CFO dichiara di essere adeguatamente preparato ad affrontare entrambe le sfide.

Aspettative dei CFO rispetto alla preparazione sull’ESG (Accenture)
IndicatoreQuota di CFO
Prevede un aumento degli obblighi di informativa ESG nei prossimi 3 anni85%
Non raccoglie i dati ESG pertinenti in modo automatizzato~50%
Adeguatamente preparato a rendicontare i rischi climatici e a ottenere garanzie esterne22%
Fonte: Accenture.

Sezione 2

Perché allineare la rendicontazione ESG a quella finanziaria?

Poiché le informative sulla sostenibilità sono oggetto di controlli sempre più rigorosi da parte di investitori, autorità di regolamentazione e soggetti preposti alle verifiche, le aziende hanno bisogno di dati sulla sostenibilità affidabili e verificabili quanto i dati finanziari. I CFO e i team Finance si trovano nella posizione ideale per applicare al reporting di sostenibilità i controlli finanziari consolidati, i framework di governance e il rigore propri della rendicontazione finanziaria, garantendo così informazioni coerenti, accurate e utili ai fini del processo decisionale a livello aziendale.

Con l’introduzione di requisiti obbligatori per il reporting ESG all’orizzonte, il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità aziendali richiederà un processo di gestione strutturato. In questo contesto, il processo di gestione delle performance aziendali (CPM) già implementato dai team Finance per il conseguimento degli obiettivi economici assume un ruolo chiave. Attraverso il CPM, i team Finance supportano l’azienda nella definizione degli obiettivi, nella pianificazione, nel monitoraggio e nella rendicontazione, nonché nell’analisi dei risultati, per monitorare i progressi e intervenire quando necessario.

Come sottolineato dal report del sondaggio Measuring Sustainability. Creating Value. di Accenture sulla rendicontazione ESG, “soddisfare le esigenze di dati sulla sostenibilità sarà parte integrante della performance aziendale. Rendere i CFO responsabili della sostenibilità è essenziale per garantire alle aziende il raggiungimento dei propri obiettivi ESG. La probabilità di riuscire a incorporare l’ESG nei processi di gestione principali è molto più alta quando il responsabile delle metriche ESG è il CFO”.
— Accenture, Measuring Sustainability. Creating Value.

Sezione 3

Rendicontazione ESG: la situazione attuale

Secondo Bloomberg Intelligence, si prevede che, entro il 2030, il valore globale degli asset legati all’ESG e alla sostenibilità supererà i 40 trilioni di dollari, una cifra che rappresenta oltre il 25% del totale degli asset globali in gestione. In questo contesto di crescita relativamente recente, l’interesse degli stakeholder verso la rendicontazione ESG è in aumento, così come l’attenzione verso la richiesta di informative più dettagliate e frequenti da parte delle imprese sia pubbliche che private.

Con la continua evoluzione della rendicontazione sulla sostenibilità, le aziende si trovano a dover soddisfare aspettative sempre maggiori in termini di informative trasparenti, affidabili e utili ai fini decisionali. I quadri normativi stanno ridefinendo il modo in cui le aziende misurano, gestiscono e rendicontano le performance di sostenibilità. Ecco alcuni esempi:

  • Direttiva UE sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD)
  • Requisiti di informativa climatica in Australia
  • Requisiti di informativa sulla sostenibilità (Sustainability Disclosure Requirements — SDR) nel Regno Unito
  • Standard di rendicontazione emergenti in diversi mercati, tra cui Giappone e Cina, allineati agli standard dell’ISSB (International Sustainability Standards Board)

Allo stesso tempo, investitori, clienti, istituzioni finanziarie, dipendenti e autorità di regolamentazione chiedono maggiore visibilità sulle modalità con cui le aziende gestiscono i rischi e le opportunità correlati alla sostenibilità. I dati sulla sostenibilità stanno diventando sempre più importanti per la rendicontazione aziendale, la gestione dei rischi, la pianificazione strategica e le decisioni relative all’allocazione del capitale — spingendo le aziende a rafforzare governance, controlli e responsabilità in materia di informazioni sulla sostenibilità. In molti casi, l’attenzione si è spostata ben oltre la sola conformità normativa, verso un approccio integrato in grado di collegare le performance di sostenibilità ai risultati finanziari, alla strategia aziendale e alla creazione di valore nel lungo periodo. Come per qualsiasi nuovo processo di raccolta o gestione dei dati, inizialmente si tende a fare affidamento su fogli di calcolo ed e-mail; tuttavia, visti i requisiti di controllo e accuratezza richiesti dal reporting ESG, le aziende si troveranno presto ad affrontare le stesse criticità emerse in passato quando questi strumenti venivano utilizzati per la rendicontazione finanziaria.

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Le criticità attuali

I fogli di calcolo e le e-mail offrono ampia accessibilità, facilità d’uso e costi contenuti — ma laddove contano il controllo e l’accuratezza, questo approccio alla rendicontazione ESG mostra rapidamente le stesse criticità riscontrate quando questi strumenti venivano utilizzati per il reporting finanziario. Quattro criticità emergono con particolare frequenza.

Le persone

La raccolta dei dati e il reporting ESG sono spesso affidati ai team dedicati alla sostenibilità, ai servizi generali o alle risorse umane, anziché al team Finance — una prassi già ampiamente adottata per i dati relativi a salute e sicurezza. Oggi, però, anche i team Finance sono chiamati a prestare attenzione: le aziende con informative ESG giudicate negative possono essere considerate rischiose dal punto di vista degli investimenti, e gli investitori, quando percepiscono un rischio, fanno presto a prendere una decisione. Un recente sondaggio della Stanford Graduate School of Business, condotto con il supporto dell’MSCI Sustainability Institute, ha evidenziato che quasi la metà degli intervistati attribuisce ai fattori ESG un ruolo fondamentale nel processo decisionale riguardante gli investimenti — soprattutto come strumento per contenere la volatilità e il rischio nei portafogli.

Strumenti frammentati

Un numero crescente di strumenti di rendicontazione ESG e di sostenibilità appositamente creati può sostituire i fogli di calcolo, ma questi strumenti creano un processo di raccolta, consolidamento e rendicontazione dei dati separato da quello della rendicontazione finanziaria. Le soluzioni CPM del passato tendevano ad aggiungere funzionalità sotto forma di moduli — ciascuno con login, interfaccia e datastore propri — richiedendo lo spostamento dei dati da una parte all’altra. Se le metriche ESG devono essere rendicontate insieme a quelle finanziarie, non sarebbe più opportuno raccogliere ed elaborare i dati con le stesse modalità utilizzate per i dati finanziari?

Svariati standard di rendicontazione

Sebbene la rendicontazione di sostenibilità abbia tradizionalmente fatto ricorso a diversi framework e standard (ad esempio, GRI, SASB e CDP), la direzione in cui si sta andando è sempre più chiara: in tutto il mondo, le autorità di regolamentazione e di normazione stanno lavorando per una maggiore armonizzazione e interoperabilità, consentendo alle aziende di sfruttare un insieme più coerente di dati sulla sostenibilità per soddisfare i vari requisiti di reporting. Per i CFO, questa tendenza offre l’opportunità di creare una base dati unica e affidabile per la rendicontazione, in grado di supportare la conformità normativa, la trasparenza nei confronti degli investitori e un processo decisionale aziendale migliore.

Dati incoerenti e incompleti

Il concetto di “rubbish in, rubbish out” (letteralmente, “spazzatura dentro, spazzatura fuori”) si applica all’ESG come a qualsiasi altra area di rendicontazione. Molte autorità di regolamentazione in materia di ESG hanno sollevato preoccupazioni per la presunta diminuzione della qualità delle informative dovuta all’aumento del loro volume. Per garantire rilevanza, obiettività e comparabilità, le aziende devono disporre di una base solida di dati standardizzati, ma spesso si trovano a gestire informazioni frammentate provenienti da fonti diverse — ad esempio le emissioni di gas serra (GHG), che provengono da molteplici fonti raggruppate in cosiddetti “scope”.

I tre scope di emissione del Protocollo sui gas serra

Scope 1 — Dirette

Emissioni dirette provenienti da asset posseduti o gestiti — ad esempio, gli scarichi della flotta di veicoli di un’azienda.

Scope 2 — Indirette

Emissioni indirette derivanti dall’energia acquistata — elettricità, calore e vapore.

Scope 3 — Indirette

Emissioni indirette lungo l’intera catena di valore dell’azienda, sia a monte (ad esempio, fornitori e prestatori di servizi), sia a valle (ad esempio, distributori, utilizzo dei prodotti, rifiuti e persino finanziamenti).

Oggi gli investitori valutano sempre più la sostenibilità in un’ottica legata alle performance aziendali e alla creazione di valore nel lungo periodo. Le aziende che gestiscono efficacemente i rischi e le opportunità della sostenibilità sono spesso considerate più solide in cinque aree chiave del valore legato alla sostenibilità, identificate da PwC — insieme alla comprensione del valore a rischio — che influenzano le decisioni di investimento e le performance aziendali:

Protezione del valore dell’azienda

Gestire il rischio di sostenibilità per proteggere il valore già creato dall’azienda.

Gestione dei cambiamenti normativi

Anticipare un panorama normativo e di informativa in rapida evoluzione.

Rafforzamento della resilienza della supply chain

Ridurre l’esposizione e le interruzioni lungo i partner a monte e a valle.

Ottimizzazione delle strategie energetiche

Trasformare la gestione dell’energia e delle emissioni in guadagni di efficienza misurabili.

Capitalizzazione degli incentivi emergenti

Posizionarsi per beneficiare dei nuovi incentivi legati alle performance di sostenibilità.

Il quadro normativo rafforza questo punto. Quando, nel 2021, l’UE ha annunciato il Green Deal da 750 miliardi di euro, l’iniziativa ha imposto vari requisiti di rendicontazione alle grandi aziende europee e non europee, insieme a una tassonomia UE volta a indirizzare i finanziamenti verso asset “verdi” anziché verso le tecnologie tradizionali (“grigie”); la Commissione europea ha incaricato lo European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) di dare attuazione alla CSRD e ai relativi Standard europei di rendicontazione di sostenibilità (ESRS). Da allora l’UE ha risposto alle preoccupazioni suscitate dalla complessità della rendicontazione mediante il pacchetto di semplificazioni Omnibus, che innalza le soglie di rendicontazione, riduce gli oneri amministrativi e allunga i tempi di attuazione per determinate aziende — ma la direzione rimane chiara. Negli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, la SEC ha sospeso le iniziali proposte di regolamentazione sulla rendicontazione, sebbene alcuni Stati come California, New York e Connecticut abbiano introdotto propri requisiti normativi in materia di informativa climatica; e Brasile, Cina, Giappone, Regno Unito e Sudafrica hanno introdotto o stanno per introdurre requisiti propri. Oggi, circa il 50% del prodotto interno lordo (PIL) globale è soggetto a una qualche forma di obbligo di rendicontazione ESG.

La pubblicazione degli International Financial Reporting Standards (IFRS) S1 e IFRS S2 da parte dell’ISSB ha rappresentato una tappa fondamentale nell’evoluzione della rendicontazione di sostenibilità; questi standard fungono sempre più, in tutto il mondo, da punto di partenza per le informative finanziarie relative alla sostenibilità, offrendo alle aziende un quadro di riferimento comune per i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità e al clima. Il motivo principale che ha portato alla creazione dell’ISSB, in occasione della COP26, è stata la mancanza di standard chiari per i dati ESG disponibili all’epoca — dati generalmente difficili da verificare e non allineati con i bilanci, condizioni che rendono estremamente difficile per gli investitori e gli altri stakeholder determinare la reale esposizione al rischio. Per i CFO, questa convergenza rappresenta un importante passo avanti verso l’integrazione della rendicontazione finanziaria e di sostenibilità in un’unica base dati affidabile.

L’integrazione dei dati ESG deve evolversi, e deve farlo rapidamente: il numero di fonti di dati è di gran lunga superiore per questo tipo di rendicontazione rispetto a quella finanziaria, perché l’ESG coinvolge molteplici aspetti di un’azienda, tra cui salute e sicurezza, condizioni di lavoro, consumo di carburante, gestione degli immobili, gestione dei rifiuti e altro ancora. Nonostante i miglioramenti tecnologici apportati nel corso degli anni, la maggior parte delle grandi aziende si appoggia a una moltitudine di sistemi operativi, il che rende la raccolta dei dati per l’ESG piuttosto impegnativa — ed è proprio per questo che sempre più aziende cercano di estendere le funzionalità di chiusura, consolidamento e reporting finanziari delle piattaforme CPM già in uso anche alla rendicontazione ESG. A condizione che l’applicazione disponga delle funzionalità necessarie, questo è un valido sistema per allineare la rendicontazione ESG ai processi di consolidamento e rendicontazione finanziari. Tali funzionalità dovrebbero includere:

  • Raccolta di dati finanziari e non finanziari da una serie di sistemi interni ed esterni
  • Supporto per l’inserimento di dati relativi alle metriche ESG tramite moduli
  • Fornitura e aggiornamento continuo dei fattori di emissione per calcoli complessi di conversione delle emissioni e delle unità di misura relativi alle metriche ESG
  • Fornitura e aggiornamento di molteplici metriche e framework di rendicontazione ESG per diversi settori
  • Consolidamento delle metriche ESG e dei commenti testuali su più gerarchie
  • Ampia gamma di validazioni dei dati, controlli e audit trail
  • Possibilità di acquisire obiettivi e target ESG da confrontare con i risultati effettivi
  • Produzione di un’ampia gamma di output, tra cui report standard, dashboard interattive e analisi delle metriche ESG basate su Excel

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Considerazioni chiave

Sul mercato sono disponibili numerosi strumenti specifici per la rendicontazione ESG e di sostenibilità. Tuttavia, per allineare la rendicontazione ESG e di sostenibilità con il processo mensile di chiusura finanziaria, consolidamento e reporting, le aziende dovrebbero orientarsi verso una piattaforma con cinque capacità:

Unificata

Un unico sistema e un unico flusso di lavoro che consenta agli utenti di sfruttare la raccolta dei dati: tutti i dati finanziari ed ESG devono essere disponibili in un’unica piattaforma per il reporting e l’analisi.

Connessa

La piattaforma unificata deve essere in grado di collegarsi a qualsiasi numero e tipologia di fonte di dati e includere tutto il necessario per la rendicontazione dei dati effettivi e la pianificazione prospettica delle metriche ESG.

Intelligente

La capacità di definire le metriche ESG pertinenti e di identificare i framework a cui si applicano, con numerose unità di misura e formule di conversione facilmente configurabili e riutilizzabili nei diversi processi.

Flessibile

La rendicontazione ESG comprende generalmente volumi elevati di commenti e metriche qualitative, che devono essere raccolti all’interno della soluzione e facilmente visualizzabili nei report o insieme ai dati collegati.

Completa

La possibilità di pianificare in anticipo le metriche e gli obiettivi ESG e di confrontare i dati effettivi con quelli pianificati — fondamentale sia per l’esperienza dell’utente sia per la tempestività e l’efficacia dell’intero processo.

Qualità dei dati incorporata

Innanzitutto, è fondamentale disporre di un software CPM totalmente integrato, con funzionalità di qualità dei dati finanziari incorporate: un aspetto cruciale per una trasformazione efficace della funzione Finance e delle varie linee di business. Un requisito chiave è garantire piena visibilità dai report alle fonti di dati, il che significa che tutti i dati finanziari e operativi devono essere chiaramente visibili e facilmente accessibili. Le aziende raccolgono dati da vari sistemi sottostanti ed eseguono molteplici calcoli e fasi di consolidamento; la piena trasparenza evidenzia per utenti e revisori i collegamenti tra i dati di origine e i dati finali del report, comprese tutte le trasformazioni, le rettifiche e le eliminazioni.

La soluzione dovrebbe includere anche flussi di lavoro guidati per mettere al riparo gli utenti aziendali dalla complessità, guidandoli in modo strutturato attraverso i processi di gestione, verifica, analisi, certificazione e blocco dei dati. Questo perché la principale sfida della rendicontazione ESG risiede nella molteplicità delle fonti da cui raccogliere i dati e nel volume di richieste interne all’azienda; affidandosi a sistemi eterogenei, la raccolta può richiedere giorni o perfino settimane, mentre un sistema unificato in grado di guidare gli utenti attraverso le varie attività permette di risparmiare tempo e denaro. L’aspetto più importante è la capacità del sistema di validare e trasformare i dati per garantire informazioni ESG complete e accurate — compilando i campi di dati mancanti, allineando le analisi e garantendo l’uniformità dei dati prima che confluiscano nei report, e segnalando qualsiasi valore che, in base ai parametri aziendali, risulti anomalo (ad esempio, un errore di battitura commesso durante l’inserimento manuale dei dati).

Metriche ESG di scarsa qualità possono rendere difficile attrarre investimenti di valore, poiché le passività sono considerate troppo elevate. Oggi attrarre talenti è una delle preoccupazioni principali per le aziende, un aspetto che può essere influenzato anche dalle metriche ESG, poiché le persone stanno diventando sempre più selettive nella scelta delle entità per cui lavorare e con cui collaborare. Più che mai, le aziende devono evitare danni reputazionali o costose azioni legali causati da ESG di scarsa qualità. Man mano che gli standard globali convergono verso un quadro più definito, l’unificazione della rendicontazione ESG diventa essenziale per le aziende.

Reporting efficace

Infine, è fondamentale poter creare, visualizzare e analizzare i dati attraverso svariati tipi di report e viste: la possibilità di navigare tra report e dashboard per approfondire i dati consente agli utenti di ottenere rapidamente e facilmente le risposte di cui hanno bisogno, in qualsiasi momento. Disporre di un’ampia gamma di funzionalità di rendicontazione e analisi aiuta a ridurre la dipendenza da fogli di calcolo e strumenti frammentati, migliorando velocità, completezza e accuratezza del reporting in tutta l’azienda. I processi che fanno capo al CFO devono quindi essere unificati e offrire soluzioni di reporting self-service e di facile utilizzo per i diversi gruppi di stakeholder, automatizzando e semplificando la rendicontazione ESG e finanziaria e, al tempo stesso, tenendo conto delle esigenze dei partner strategici delle altre aree aziendali.

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Caso di studio — Accell Group

Accell Group progetta soluzioni semplici e intelligenti per garantire un’esperienza eccezionale a chiunque utilizzi le sue biciclette. Produttore di biciclette, componenti e accessori per bici, Accell è leader nel mercato europeo delle e-bike e secondo operatore europeo nel settore dei componenti e accessori per biciclette, con numerosi marchi europei leader del settore riuniti sotto un unico gruppo — tra cui Haibike, Winora, Ghost, Batavus, Koga, Lapierre, Raleigh, Sparta, Babboe e Carqon.

Di fronte a una pressione crescente nel rendicontare le proprie performance in materia di sostenibilità, Accell Group ha iniziato un percorso di trasformazione Finance finalizzato a gestire il consolidamento dei dati ESG e finanziari in un’unica piattaforma software. Dal 2022, Accell Group ha adottato OneStream per i processi di consolidamento, contabilizzazione delle operazioni di leasing e rendicontazione ESG — una trasformazione che riflette sia l’impegno del gruppo verso sostenibilità e trasparenza, sia la consapevolezza dell’importanza della rendicontazione ESG per i propri stakeholder. Uno dei principali vantaggi dell’integrazione del reporting ESG nei processi di chiusura finanziaria è la capacità di unificare i dati provenienti da fonti diverse all’interno di un’unica piattaforma, semplificando il monitoraggio e la rendicontazione di metriche chiave di sostenibilità (ad esempio le emissioni di carbonio, il consumo energetico o la diversità della forza lavoro) e permettendo di confrontare e analizzare le performance delle varie unità operative e sedi aziendali.

“In passato, i dati ESG venivano raccolti in Excel® — a volte a livello di entità giuridica, a volte a livello di area geografica — e questa raccolta veniva effettuata solo una volta l’anno a causa della complessità del processo. Richiedeva molto tempo e un team numeroso per essere completata. Ora i dati ESG vengono integrati con quelli finanziari tramite una dashboard ESG in OneStream.”
— Gijs van der Veen, Senior Financial System Specialist di Accell

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Valore per l’azienda

Con la rapida evoluzione della rendicontazione ESG e di sostenibilità, da volontaria a obbligatoria, i CFO e i team Finance devono essere coinvolti per garantire l’accuratezza e l’integrità dei dati comunicati ai vari stakeholder. L’allineamento della rendicontazione ESG con il processo e il sistema di rendicontazione finanziaria può assicurare diversi vantaggi alle aziende. Eccone cinque, a titolo esemplificativo:

  1. Eliminare la duplicazione dei processi di raccolta, consolidamento e rendicontazione dei dati. Utilizzando un unico processo e un unico sistema per raccogliere i dati ESG e finanziari, questi vengono raccolti una sola volta da ciascuna business unit e sono immediatamente disponibili per tutti i processi: nella pratica, l’intero processo può configurarsi come un unico caricamento del bilancio di verifica, che combina dati finanziari e dati ESG/operativi riducendo drasticamente il numero di integrazioni e interfacce necessarie.
  2. Migliorare l’accuratezza e l’integrità del reporting ESG e di sostenibilità. Una raccolta dati efficace, con rigorosi controlli di audit e un processo di rendicontazione standardizzato, definito e ripetibile, garantisce la massima sicurezza e affidabilità, e consente di ridurre i tempi complessivi dei processi e dei cicli di budgeting, fornendo agli utenti finali e agli stakeholder informazioni fondamentali in modo più rapido e semplice.
  3. Allineare le metriche ESG e di sostenibilità ai risultati finanziari. Raccogliendo i dati ESG con gli stessi processi e le stesse tecnologie impiegati per i dati finanziari, si applica a entrambi lo stesso livello di rigore, verificabilità e tracciabilità, e gli utenti possono facilmente eseguire il drill-down quando necessario, dando a tutti gli stakeholder una visione affidabile dei dati di supporto.
  4. Definire una governance e un controllo di alta qualità sulle metriche ESG e di sostenibilità. Passare da un processo in gran parte manuale e basato su fogli di calcolo a un sistema integrato fa una differenza enorme: i dati possono essere raccolti con controlli di validazione al momento del caricamento, un processo definito con elenchi delle attività e automazione garantisce maggiore struttura, e i calcoli risultano completamente tracciabili, offrendo piena visibilità e affidabilità in fase di presentazione della rendicontazione agli organismi di regolamentazione.
  5. Confrontare le metriche ESG e di sostenibilità effettive con gli obiettivi e i target. Una piattaforma unificata, che integra la pianificazione con il processo di chiusura e consolidamento finanziario, elimina i rischi legati a integrazioni, validazioni e riconciliazioni tra prodotti, applicazioni e moduli diversi: le metriche ESG possono così essere facilmente pianificate e previste in base ai dati effettivi, con valutazioni comparative disponibili in qualsiasi momento.

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Conclusione

Gli studi continuano a dimostrare che le aziende in grado di integrare efficacemente la sostenibilità nella propria strategia possono ottenere risultati migliori rispetto alla concorrenza in una serie di metriche finanziarie e operative. Di conseguenza, molte società stanno andando oltre una rendicontazione incentrata sulla sola conformità normativa e integrano gli obiettivi di sostenibilità nella propria strategia aziendale, nei modelli operativi e nei processi di gestione delle performance — offrendo ai CFO e alla funzione Finance l’opportunità di collegare i dati di sostenibilità e quelli finanziari, il che consente di prendere decisioni più consapevoli, rafforzare la gestione dei rischi e migliorare i risultati aziendali nel lungo periodo.

Oggi esistono quindi valide ragioni per costruire una solida base che favorisca l’allineamento all’interno delle aziende. Nonostante le numerose difficoltà da affrontare, una delle decisioni strategiche più importanti per l’immediato futuro riguarda proprio l’adozione della soluzione tecnologica più adeguata, in grado di allineare efficacemente tutti gli aspetti del reporting e di supportare le aziende nel raggiungimento dei propri obiettivi. I CFO e i team Finance sono nella posizione ideale per guidare la trasformazione verso una gestione integrata delle performance: estendendo i processi finanziari, i controlli e le prassi di rendicontazione consolidate alle informazioni sulla sostenibilità, le aziende possono creare un’unica fonte di dati affidabili, in grado di supportare la conformità normativa, il processo decisionale, la gestione dei rischi e la creazione di valore nel lungo periodo.

Molte delle soluzioni di rendicontazione ESG attualmente presenti sul mercato si concentrano esclusivamente su un aspetto specifico dell’ESG, come la conformità in materia di ambiente, salute e sicurezza (EH&S) — e non sul compito più ampio di definire obiettivi e target ESG, monitorare i progressi rispetto a tali obiettivi e modellare l’impatto delle iniziative ESG sui futuri risultati finanziari. Con una piattaforma CPM unificata come OneStream, che allinea la rendicontazione ESG e quella finanziaria, tutti questi processi sono gestiti all’interno di un’unica applicazione e istanza.

Per saperne di più, visita la pagina web dedicata all’ESG di OneStream, iscriviti al prossimo webinar sull’ESG o consulta i post del blog dedicati all’ESG. Se la tua azienda è pronta ad allineare la rendicontazione ESG a quella finanziaria e ad anticipare i prossimi obblighi in materia di informativa, richiedi subito una demo con OneStream per iniziare.

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FAQ

Domande frequenti

Perché i CFO e i team Finance dovrebbero farsi carico della rendicontazione ESG?

Man mano che la rendicontazione ESG passa da volontaria a obbligatoria, richiede lo stesso livello di governance, controllo, accuratezza e verificabilità della rendicontazione finanziaria — e i team Finance gestiscono già questa disciplina attraverso il processo di corporate performance management (CPM). Accenture ha inoltre rilevato che le aziende sono molto più propense a incorporare l’ESG nei processi di gestione principali quando è il CFO a essere responsabile delle metriche ESG.

Quanta pressione subiscono i CFO per agire sull’ESG?

Secondo Accenture, l’85% dei CFO prevede un aumento degli obblighi di informativa ESG nei prossimi tre anni. Eppure molte aziende non sono preparate: quasi il 50% non raccoglie i dati ESG in modo automatizzato, e solo il 22% si sente adeguatamente preparato sia a rendicontare i rischi climatici sia a ottenere garanzie esterne. Nel frattempo, il 78% degli investitori afferma che le metriche di sostenibilità migliorano la propria fiducia nell’investire (PwC 2025 Global Investor Survey).

Quanto è grande il mercato della rendicontazione ESG?

Bloomberg Intelligence prevede che gli asset ESG e di sostenibilità a livello globale supereranno i 40 trilioni di dollari entro il 2030 — oltre il 25% del totale degli asset globali in gestione. Circa il 50% del PIL globale è già soggetto a una qualche forma di obbligo di rendicontazione ESG, nell’ambito di framework quali la CSRD dell’UE, la SDR del Regno Unito, le norme sull’informativa climatica in Australia e gli standard allineati all’ISSB.

Quali sono i tre scope di emissione del Protocollo sui gas serra?

Lo Scope 1 comprende le emissioni dirette provenienti da asset posseduti o gestiti, come la flotta di veicoli di un’azienda. Lo Scope 2 comprende le emissioni indirette derivanti dall’energia acquistata — elettricità, calore e vapore. Lo Scope 3 comprende le emissioni indirette lungo l’intera catena di valore, sia a monte (fornitori e prestatori di servizi), sia a valle (distributori, utilizzo dei prodotti, rifiuti e persino finanziamenti).

Cosa dovrebbero cercare i CFO in una piattaforma di rendicontazione ESG?

Contano soprattutto cinque capacità: la piattaforma deve essere unificata (un unico sistema e flusso di lavoro per la raccolta dei dati), connessa (in grado di attingere da qualsiasi numero e tipo di fonte di dati), intelligente (con metriche, framework e conversioni di unità di misura integrati), flessibile (in grado di raccogliere commenti e metriche qualitative insieme ai numeri) e completa (in grado di pianificare e confrontare i dati effettivi ESG nello stesso ambiente dei dati finanziari) — il tutto supportato da una qualità dei dati incorporata e da piena visibilità dai report alle fonti di dati.

In che modo Accell Group ha unificato la rendicontazione ESG e finanziaria?

Accell Group, produttore europeo di e-bike e componenti per biciclette, raccoglieva in passato i dati ESG in Excel una volta l’anno — a volte per entità giuridica, a volte per area geografica — un processo lento e ad alta intensità di risorse. Dal 2022, Accell utilizza OneStream per il consolidamento, la contabilizzazione del leasing e la rendicontazione ESG, integrando i dati ESG con quelli finanziari tramite una dashboard ESG all’interno della stessa piattaforma.

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